IL CLN COME “TASK FORCE” DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE

massimo franceschini blog

Un appello come proposta per dare al paese ed al cittadino una speranza di sopravvivere alla stretta illiberale e tecnocratica

Qui il video dell’articolo

di Massimo Franceschini

 

pubblicato anche su Attivismo.info e Sfero

Questo articolo è direttamente connesso al precedente, in cui ragionavo sulla necessità evocata da Ugo Mattei nel suo ultimo libro di un percorso che giunga ad una nuova fase costituente, come fu quella che portò al varo della Costituzione repubblicana.

In merito a questo, fra le 11 problematiche da me evidenziate nell’articolo precedente c’è la seguente:

10. Sostanziale asservimento dei percorsi e delle istituzioni della politica a centri di potere non democratici palesi, occulti, corporativi, elitari e appartenenti agli stessi “stati profondi”: questa situazione pregiudica fortemente i normali processi democratici, rendendo necessaria una nuova fase costituente capace di favorire una conseguente liberazione nazionale.

In questo recente articolo sempre Mattei, coerentemente promotore del nuovo CLN, propone alcune indicazioni per rispondere alle prossime emergenze sociali e politiche.

L’ Italia a gennaio non era ancora stata trascinata nella folle e incostituzionale avventura Ucraina. Eppure già era chiaro che il CLN era una necessità. Oggi le condizioni sono molto più spaventose rispetto allo scorso inverno. Le persone coinvolte e portate sull’orlo del baratro (tutto l’indotto di piccola e media impresa italiana; tutto il settore pubblico ed i pensionati) sono molto più numerose dei discriminati del green pass. Il default tecnico annunciato e l’orgia di austerità che ne seguirà metterà tutti costoro sul lastrico. Queste persone, se non sono venduti o traditori, vanno risvegliate e accolte. Se sono imprenditori o borghesi dotati di un patrimonio farebbero bene a utilizzarlo anche per aiutare il CLN piuttosto che attendere che l’inflazione lo divori […]. Serve adesso, subito, liberare l’Italia, difendere il popolo da un attacco finale che probabilmente giungerà in autunno, organizzare una difesa politica contro i prossimi strappi costituzionali, dotata di una visione Politica alta e lungimirante […]. A questo piano di difesa e solidarietà nazionale basato sulla radicalità della partecipazione lavoriamo, come coordinamento provvisorio, nel girare tutta Italia per aiutare organizzazione e gestione di […] stabili nuclei del CLN, sparsi ovunque […]. Il lavoro da svolgere direttamente e da parte di tutti e ciascuno di noi è lavorare a tessere relazioni stabili e di fiducia, a localizzare luoghi dove ci si possa incontrare ed eventualmente rifugiare o nascondere, a connettere quanto già esiste in chiave di mutuo soccorso e a costituire nuclei CLN nuovi, fondati sulla orizzontalità e la solidarietà.

Come vedete, le questioni in campo sono molte, gravi e complesse, vediamo di affrontarle creativamente.

Credo occorra proporre una prassi ed un metodo capace di rendere possibile l’inizio della liberazione per, come afferma Mattei, “difendere il popolo da un attacco finale che probabilmente giungerà in autunno, organizzare una difesa politica contro i prossimi strappi costituzionali, dotata di una visione Politica alta e lungimirante”.

Per fare ciò, credo sia indispensabile che il CLN promuova immediatamente l’apertura di un tavolo che inizi ad occuparsi della questione, possibilmente con lo spettro di indagine e proposta più ampio, come da me proposto nel punto “10” di cui sopra.

Da questo tavolo dovrebbero uscire analisi riguardanti gli attuali percorsi della politica ed il funzionamento delle istituzioni, con conseguenti direttrici sia di ordine culturale, sia giuridico, sia operativo, che possano mostrare come indirizzare un’azione politica costituente tesa a restaurare il senso della politica stessa e lo stato di diritto, ora devastato da influenze oligarchiche e corporative esterne alla democrazia ed alla Repubblica.

Oltre a questo, ed ancor prima, dal tavolo dovrebbero uscire direttrici operative capaci di mostrare alla società civile come poter affrontare le problematiche dovute alla probabile riduzione delle libertà e dei diritti sia dei singoli, sia comunitari.

Il tavolo potrebbe istituire una “task force” legale ed operativa, una specie di “protezione civile ombra”, capace di diramarsi in tutto il territorio per coordinare l’azione ed i contatti resi possibili dai vari caucus locali.

Inoltre, dove possibile, potrebbe anche mettere in contatto e coordinare le azioni dei comitati di varia natura sparsi sul territorio: la parte migliore della società civile che cerca da 2 anni e più di rispondere alle molteplici emergenze di ogni tipo.

Oltre a questo, la task force potrebbe dare seguito all’altro appello di Mattei: “lavorare a tessere relazioni stabili e di fiducia, a localizzare luoghi dove ci si possa incontrare ed eventualmente rifugiare o nascondere, a connettere quanto già esiste in chiave di mutuo soccorso e a costituire nuclei CLN nuovi, fondati sulla orizzontalità e la solidarietà”.

Come possiamo facilmente immaginare, il lavoro di questa task force, come quello di tutto il tavolo nel suo insieme, sarebbe assai impegnativo e richiederebbe, oltre alla buona volontà, il contributo di competenze varie: politiche, giuridiche, operative, organizzative.

A questo punto, ed oltre a tutto ciò, la questione più delicata diventa l’appello da mandare sia pubblicamente, sia personalmente, a chi si ritenga utile nei vari settori per affiancare la rete territoriale che si sta formando con i caucus e formare questo tavolo da cui far partire un serio progetto di liberazione nazionale.

Di seguito la mia proposta per un appello utile a ciò.

Se pensi che la situazione culturale, politica e civile del Paese sia ad un punto di svolta assai pericoloso.
Se hai compreso come la tecnocrazia ed il sistema “politica-spettacolo” abbia operato in modo sottile e pervasivo per instillare quanta più paura e incertezza possibili.
Se hai capito che il nostro futuro personale e collettivo è destinato alla povertà materiale e spirituale e ad un livello di controllo e determinazione assai lontano dalla realtà dei fatti, dalla democrazia e dai valori della nostra Repubblica.
Se non vuoi rinunciare ai valori umanistici della nostra Costituzione, sui quali dovrebbe orientarsi la vita civile e le relazioni interne ed esterne del nostro popolo.
Se sei stanco di eventi e situazioni vendute mediaticamente come fossero prodotti da acquisire mentalmente, pena la discriminazione e il discredito sociale.
Se non vuoi arrenderti alla propaganda del senso di impotenza di fronte ai problemi che uno stato sovrano non avrebbe modo di affrontare con la forza del suo popolo, della sua economia e con il coraggio di buon vicinato e fratellanza con tutti i popoli che aspirino alle medesime libertà.
Se pensi che abbiamo pochissimo tempo per fermare la guerra e la trasfigurazione dell’uomo nella sua controfigura “aumentata” tecnologicamente, ultimo prodotto di un “progresso” che vedrà i soliti pochi potersi permettere diritti che dovevano essere di tutti.
Se pensi che il tuo impegno possa dare forza ad un popolo che ha bisogno di pace, aiuto e direzione:
aderisci al CLN e chiedi di far parte della rete sociale di auto-aiuto e del tavolo di lavoro culturale, politico, giuridico, organizzativo ed operativo che sta costruendo una sana alternativa alla continua emergenza della burocrazia infame delle emergenze.

Se ben organizzato, indirizzato e veicolato mediaticamente, questo appello potrebbe indicare l’inizio di un risveglio civile e culturale di un popolo che, con tutta evidenza, deve di nuovo meritarsi quei diritti per i quali tanti hanno lottato e dato la vita.

Un riscatto nazionale che potrebbe risvegliare questa Italia, sopita da falsità, ipocrisie e “convenienze” sociali, che non riesce più da troppo tempo ad esser fiera del suo passato di liberazione.

21 giugno 2022

fonte immagine: Public domain vectors

2 pensieri riguardo “IL CLN COME “TASK FORCE” DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE”

  1. Caro Massimo, sarà una questione banale perché ” nominalistica” ma perché dobbiamo chiamare le nostre meravigliose PIAZZE e la correlata attività di incontro pubblico tra cittadini “italiani ” :
    Caucus o cactus o cuscus come il t9 propone ? Se non piace il termine PIAZZA , usiamo il latino o l’origine greca, molto meglio FORUM o AGORÀ ma quando mai Caucus.
    Mi pare mancanza di rispetto per le origini millenarie della nostra lingua e , soprattutto dei suoi cittadini.
    Per il resto tutto ok, iniziamo ad organizzare pure le nostre PIAZZE con i nostri territori di competenza .
    Ed attenzione a non creare condizioni di frizione civile e militare con organizzazione para militari , seppure di difesa dal tiranno pro tempore.

    1. Caro Mariano, non stiamo parlando di anglicismi che sostituiscono la lingua con cui si parla. I caucus sono proprio una cosa americana, addirittura degli indiani d’America, diversa dal concetto di piazza che hai evocato. È stata una scelta ben precisa e ragionata di Mattei di democrazia partecipata, presa dagli Stati Uniti, dove insegna. Riguardo alla questione militare non mi pare sia all’ordine del giorno, ci mancherebbe. Parlo di lavoro politico, giuridico, organizzativo e logistico.

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