Libero 8 di 364: IL CRIMINE TOTALE

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L’ottavo esperimento nello scriver libero a mo’ di flusso continuo di coscienza, stavolta di 364 parole come conteggiate da Word.

Di Massimo Franceschini

 

Pubblicato anche su Sfero

Sembran quieti ora che gli echi del verbo catodico son persi nella comoda amnesia della distrazion militare ma io ricordo quegli schiocchi sull’attenti da balconi sì gaudenti per l’emergenza di cui suggevan quel brivido dell’inatteso da cui prendevan nuova vita pell’esistenza altrimenti stanca e schiacciata nell’apparente innocuo tran tran di parole vuote sui divani dello spettacolo generalista di suoni e figure vieppiù roboanti ad arredare il nulla di vite scandite dal continuo show che passa ‘l tempo e dà l’argomento per aprir bocca più spesso di quanto sia opportuno esagerando in significanza che non può esser abbastanza per allontanar la paura che prima o poi arriva per quella morte del corpo che si pensa dell’anima e che si pretende allontanar con lazzi e frizzi da rinnovar ad ogni occasione a maggior ragione quando lo comanda l’apparato in coro capace di nascondere il crimine mondiale apparecchiato alla bisogna con punture e controlli e contenimenti emergenziali a giovamento del corale sussiego per la pretesa di responsabile giubilo collettivo che non vede l’orror della menzogna pei morti e i devastati con deontologie accecate dalle cure negate per amministrar pozioni e protocolli imposti a guisa di bavaglio di cui andar fieri come cani ammaestrati nel tragico circo dell’ipocrisia che si vuol responsabile del prossimo sì tanto da spiarne gesti da contenere e parole da censurare coperti dal lessico invertito del nuovo miniver progressista aggiornato al controllo globale delle agende che aleggiano come spettri immondi ad alimentar la distopia che incombe sul futuro che non abbiam saputo evitare nonostante avvisi luminosi di pensiero sì critico ma ormai evitato dallo show totale che investe menti non più aduse alla riflessione ‘ché ormai domo alle forme sinuose della distrazione è l’intelletto immemore dell’obbligo di presenza al momento ‘sì da scongiurar quel fato che s’affaccia a risultato dalla sottrazion di causa attribuita a quel Dio supremo in cui sublimiam la dimenticanza totale di un tempo in cui sapevamo di esser fatti della stessa pasta dell’infinito ma che abbiam preferito cadere nel miraggio di un piacere effimero come quella scienza che crediamo di dover urlare al mondo inavveduti dell’idiozia suprema di chi ha scordato le chiavi di quel mistero che ora crediam vero.
(AI free)

15 marzo 2024
fonte immagine: Public Demanin Pictures
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