UNA PROPOSTA POLITICO-OPERATIVA PER IL CLN

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Dobbiamo far sì che la ricchezza di vedute e l’incertezza del futuro possano comporsi in una strategia efficace e necessaria ad ogni eventualità

qui il video dell’articolo

di Massimo Franceschini

 

Pubblicato anche su Attivismo.info e Sfero

 

Questo articolo conclude una trilogia propositiva indirizzata al CLN, iniziata con QUESTIONI PER L’APPROCCIO ALLA NUOVA COSTITUENTE e proseguita con IL CLN COME “TASK FORCE” DEMOCRATICA E COSTITUZIONALE.

Nel primo articolo cercavo di sintetizzare la complessità del presente in 11 punti tematici, relativi a problematiche secondo me necessarie per indirizzare i lavori di quel “quadro costituente nuovo, serio, colto e coraggioso che, facendo tesoro dei limiti delle istituzioni agonizzanti della modernità, ne costruisca di nuove, nella prassi e nella teoria”, come invocato da Ugo Mattei nel suo ultimo libro, IL DIRITTO DI ESSERE CONTRO.

Nel secondo articolo, in conseguenza di quanto Mattei affermava come necessario nel recente articolo IL CAMMINO DEL NUOVO CLN, proponevo che il CLN aprisse un tavolo da cui far uscire “analisi riguardanti gli attuali percorsi della politica ed il funzionamento delle istituzioni, con conseguenti direttrici sia di ordine culturale, sia giuridico, sia operativo, che possano mostrare come indirizzare un’azione politica costituente tesa a restaurare il senso della politica stessa e lo stato di diritto, ora devastato da influenze oligarchiche e corporative esterne alla democrazia ed alla Repubblica. Oltre a questo, ed ancor prima, dal tavolo dovrebbero uscire direttrici operative capaci di mostrare alla società civile come poter affrontare le problematiche dovute alla probabile riduzione delle libertà e dei diritti sia dei singoli, sia comunitari. Il tavolo potrebbe istituire una “task force” legale ed operativa, una specie di “protezione civile ombra”, capace di diramarsi in tutto il territorio per coordinare l’azione ed i contatti resi possibili dai vari caucus locali. Inoltre, dove possibile, potrebbe anche mettere in contatto e coordinare le azioni dei comitati di varia natura sparsi sul territorio: la parte migliore della società civile che cerca da 2 anni e più di rispondere alle molteplici emergenze di ogni tipo”.

Per aiutare il “reclutamento” necessario a tutto ciò proponevo anche un appello che si concludeva così:
Se pensi che il tuo impegno possa dare forza ad un popolo che ha bisogno di pace, aiuto e direzione: aderisci al CLN e chiedi di far parte della rete sociale di auto-aiuto e del tavolo di lavoro culturale, politico, giuridico, organizzativo ed operativo che sta costruendo una sana alternativa alla continua emergenza della burocrazia infame delle emergenze.

Giunti a questo punto e quasi terminati tutti i caucus regionali, vediamo con questo articolo di completare la mia proposta, partendo però ancora da alcune premesse di Ugo, svolte anche nell’ultimo intervento di Bologna che ho ripreso e commentato qui:
Il nostro Paese non è più in una condizione accettabile dal punto di vista della propria capacità autonoma: cioè l’Italia non è più un paese, forse non lo è mai stato ma adesso abbiamo raggiunto dei livelli eccedenti la norma, all’interno del quale il popolo italiano teoricamente è sovrano e in grado di prendere delle decisioni […] perché le decisioni rilevanti per il nostro Paese sono prese all’estero, al di fuori di quelle che sono le sedi politiche e istituzionali legittimate. Quindi, tecnicamente noi siamo un paese occupato.

Sempre nello stesso intervento Mattei descrive il CLN così:
Stiamo cercando di costruire una rete capillare e dettagliata di difesa fondamentale, politica, della libertà costituzionale in questo paese, che possiamo far scattare nel caso in cui per una terza volta si tenti di rinchiudere il popolo nelle proprie case per fare ogni tipo di nefandezza saccheggiandone i diritti fondamentali.

Come possiamo vedere, le questioni e le necessità sono molte, importantissime e urgenti: al di là di come potranno dipanarsi gli eventi nazionali ed internazionali, credo sia chiaro che una buona parte del popolo italiano debba comunque arrivare a comprendere l’idea e la necessità di un nuovo momento costituente, foss’anche solo per ripristinare una politica concorde nel ritenere che il Paese e il suo ordinamento giuridico debbano essere realmente allineati con i primi 12 principi fondamentali e immutabili della Costituzione stessa, e che questa debba essere coerente con gli stessi, in ogni suo articolo e interpretazione.

Ciò, potrebbe anche voler dire di mettere mano alle modifiche costituzionali non coerenti con i suoi principi fondamentali, e sulle varie risultanze di un’interpretazione distorta di questi.

Se l’opera di consapevolezza culturale, politica, giuridica e sociale necessita di un po’ di tempo affinché se ne vedano i frutti, abbiamo la ben più pressante necessità di organizzare un certo tipo di rete territoriale, che possa sostenere vari tipi di situazioni socio-politiche prossimo venture, anche drammaticamente feroci da un punto di vista democratico e di pura sopravvivenza.

Da tutto ciò se ne deduce che il CLN, conclusa la strutturazione della sua rete territoriale, almeno regionale, debba darsi da fare per fornire ad ogni territorio, tramite i suoi responsabili, un “libretto di istruzioni” politiche e giuridiche, ma anche operative e logistiche, in modo che ogni territorio abbia una base comune di pensiero ed azione, da sviluppare liberamente a seconda delle disponibilità, predilezioni e mezzi dei vari territori.

Dovesse avvenire anche il peggior blackout delle reti di informazioni ed energetiche, la popolazione dovrebbe sapere chi cercare e dove andare per organizzarsi, o almeno come costruire nel suo quartiere, in qualche modo, una resistenza vitale, sia logistica ed operativa, sia organizzata da un punto di vista di partecipazione democratica.

Dovesse accadere il peggio da un punto di vista democratico, dovremmo tutti avere un libretto di istruzioni capace di darci una direzione e mantenere una “calma analitica” che possa permetterci di interpretare correttamente gli avvenimenti e prendere le necessarie decisioni.

Questa pubblicazione dovrebbe anche essere consegnata via posta o direttamente, ad ogni persona che si individuasse come sensibile ed utile ad ogni livello sociale, per i vari settori di interesse: politico, giuridico, organizzativo, operativo, logistico.

Esorto quindi il CLN ad iniziare subito la redazione di questo “libretto di sopravvivenza politica e civile”.

Potrebbe essere utile in ogni caso, anche per iniziare un percorso politico di aggregazione e discussione in vista dell’auspicata costituente.

Il momento civile ed internazionale è veramente grave, la direzione verso la distopia tecnocratica è chiarissima, non facciamoci distrarre da apparenti cedimenti verso il raggiungimento di questi obiettivi da parte delle varie oligarchie che governano il mondo multipolare: come ben sappiamo la guerra è anche continuazione della politica e la politica può essere certamente una guerra non dichiarata, ma la sovranità dei popoli e della persona non può aspettare improbabili esiti positivi, se non li costruiamo con le nostre mani libere e la nostra intelligenza democratica.

29 giugno 2022
fonte immagine: Flickr – Pixabay

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