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Lettera R 8 (religione): LA GREEN CULTURE È LA NUOVA RELIGIONE DEGLI ATEI URBANI

massimo franceschini blog

L’ottavo contributo su questo spazio, disponibile a quanti si sentono sollecitati dalle mie “Lettera R”, è dello scrittore Alfredo Tocchi.

Pubblicato anche su Attivismo.info e Sfero

Michael Crichton, Tucker Carlson e Monsignor Viganò: la Green Culture è la nuova religione degli atei urbani.

L’umanità contemporanea si fa schifo, si percepisce come una specie animale al vertice della catena alimentare, nulla di diverso, nulla di più.

Nella puntata del 10 febbraio scorso, il conduttore di Fox TV Tucker Carlson ha esposto una tesi ardita e suggestiva: nel mondo Occidentale l’attivismo climatico è diventato una religione. Questa la traduzione testuale del suo discorso: «Forse ricorderete uno scrittore chiamato Michael Crichton. Era una forza dell’intrattenimento americano. Era uno scrittore di romanzi. Era un produttore cinematografico. Ha prodotto una marea di film e libri di successo: “Il ceppo di Andromeda”, “Jurassic Park” e così via, ma era anche – e questo è meno ricordato – un filosofo politico molto saggio. Vent’anni fa, prima di morire, Michael Crichton tenne una conferenza a San Francisco sulla crisi climatica e in quel discorso descrisse l’attivismo climatico come la religione – non un movimento politico, una religione – degli atei urbani, delle persone che rifiutavano ogni aspetto dell’ebraismo e del cristianesimo. Gli attivisti per il clima, senza dirlo ad alta voce, avevano creato una religione, con tutte le caratteristiche che si possono riconoscere in qualsiasi religione convenzionale. Avevano il loro Eden, che sarebbe stato il mondo prima dell’arrivo dei coloni. Avrebbero avuto il loro peccato originale, perché ogni religione ne ha uno. Nel loro caso, si tratterebbe della Rivoluzione industriale e, a causa di quel peccato originale, credevano che stesse per arrivare una catastrofe, una fine dei tempi e, secondo loro, la fine dei tempi era una catastrofe climatica. L’unico modo per salvarsi da questa catastrofe, da questa fine dei tempi, era rinunciare ai propri peccati energetici e abbracciare l’attivismo climatico. Quindi, Crichton ha identificato questo come un segno che le credenze religiose sono intrinseche. Tutti ne hanno, anche gli atei. Magari non si adora Dio, ma si adora qualcosa e questo è vero. Non sono molte le teorie politiche che invecchiano bene anche dopo 20 anni, ma quella di Michael Crichton sì. Mentre la frequentazione delle chiese e la fede religiosa autoidentificata sono crollate in questo Paese, il culto del clima è diventato ancora più forte. Ora anche il Presidente degli Stati Uniti avverte che il mondo sta finendo. Se non approviamo il New Deal verde e non legalizziamo l’aborto fino al momento della nascita, Joe Biden dice che il cambiamento climatico distruggerà il mondo. È meglio che approviate il programma del Partito Democratico. Se non lo farete, vi unirete alla “minaccia più esistenziale per l’umanità che abbiate mai affrontato, comprese le armi nucleari. È un codice rosso!”».

Le parole di Tucker Carlson sono subito state riprese da Monsignor Carlo Maria Viganò, in un intervento che non esito a definire memorabile. Monsignor Viganò è dall’inizio della pandemia uno dei più acuti osservatori dei mutamenti sociali. Ha il merito di essere stato tra i primi a puntare il dito contro la mistificazione e a parlare di transumanesimo come fine ultimo del processo di cambiamento del mondo chiamato Great Reset.

Egli afferma che la nuova religione abbraccia tutti gli aspetti culturali dominanti nella contemporaneità: Green culture, Cancel culture, Woke culture, Gender culture sono interconnesse per giungere all’essere umano privo di identità culturale, di radici nazionali, di orientamenti sessuali definiti, di pensiero trascendente, pronto per vivere lontano dalla realtà, nel metaverso dove tutto è consentito e possibile grazie all’assenza di fisicità.

Proseguendo nel suo ragionamento, Monsignor Viganò indica in Klaus Schwab del Forum di Davos il Papa di questa nuova religione. Naturalmente ci sono molti noti e meno noti discepoli, tutti posseduti dalla volontà evangelizzatrice di abbattere le religioni tradizionali e sostituirle con un nuovo culto pagano della terra, vista come originario paradiso perduto, con un rovesciamento del concetto cristiano.

“Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra e rendetevela soggetta, e dominate (…) sopra ogni animale…” suona per i seguaci della “Green religion” come la peggiore delle bestemmie. Non è un caso se – già nel 2014, all’inizio delle mie riflessioni sul transumanesimo – scrissi che i musulmani e i cristiani (soprattutto ortodossi) sarebbero stati l’ultimo ostacolo all’affermazione planetaria del transumanesimo. L’umanità contemporanea si fa schifo, si percepisce come una specie animale al vertice della catena alimentare, nulla di diverso, nulla di più.

I neomalthusiani teorizzano che la terra sia un veicolo spaziale “progettato” per non più di 4 miliardi di persone e portano avanti il loro filantropico progetto di sterminare i 4 miliardi di troppo, “l’umanità inutile” descritta da Yuval Noah Harari nel suo Homo Deus.

Nazioni come il Canada legalizzano l’eutanasia e il cambio di sesso anche per i minori, come se la vita umana fosse priva di valore.

Agnostico – che non significa privo di pensiero trascendente – inorridisco e rimpiango concetti cristiani quali la sacralità di ciascuna vita individuale.

Non rimpiango invece i fanatismi religiosi, presenti nelle religioni tradizionali come nella Green Religion. Bene fa Monsignor Viganò a dire che chi decida di lavarsi una volta alla settimana, mangiare insetti e auspicare lo sterminio di quattro miliardi di suoi simili è senza dubbio un fanatico, quando non un malato di mente. Non è un caso se due tra i più importanti sacerdoti della Green Religion soffrono della sindrome di Asperger.

In questo scenario desolante, in cui traspare come l’essere umano – persino “l’ateo urbano” – resti sempre una vittima dei propri miti, professare la Green Religion non impedisce di fottersene delle centinaia di migliaia di morti e della totale distruzione dell’ambiente (non soltanto quello urbano e antropizzato) causati dalla guerra.

Fanatici, privi di compassione, manipolati dalla propaganda, ci avviamo verso il trasumanesimo senza nemmeno rendercene conto, condotti da un’élite che si definisce filantropica ma che sarebbe meglio riconoscere per ciò che è realmente: satanista.

Alfredo Tocchi
da Affari Italiani 23 febbraio 2023
per Lettera R, 25 febbraio 2023
fonte immagine: Piqsels

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Massimo Franceschini

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