PROPOSTA POLITICA PER LA COSTRUZIONE DI UN PARTITO UNITARIO DI LIBERAZIONE NAZIONALE

BANDIERA ITALIANA

Questo il libro del progetto politico completo:
https://www.ibs.it/per-partito-unitario-di-liberazione-libro-massimo-franceschini/e/9791220319645

pubblicato anche su SFERO e Attivismo.info

Questa l’introduzione del libro: https://www.massimofranceschiniblog.it/2021/02/28/dal-mio-libro-introduzione-e-motivazione/#more-1297

Questo un articolo dedicato:
DAL MIO LIBRO UN APPELLO ALLE MIGLIORI FORZE DELLA SOCIETÀ CIVILE: https://www.massimofranceschiniblog.it/2021/02/14/dal-mio-libro-un-appello-alle-migliori-forze-della-societa-civile/

Questo l’articolo in cui spiego come potrebbe avviarsi il percorso attuativo per una nuovo soggetto politico:
REGALO IL MIO LIBRO ALL’EVENTUALE COMITATO PROMOTORE
https://www.massimofranceschiniblog.it/2021/06/12/regalo-il-mio-libro-alleventuale-comitato-promotore/#more-1629

Questi i video in cui parlo di questo progetto:

RESTITUZIONE102. PROPOSTA POLITICA: https://www.youtube.com/watch?v=_4sY-MWBSEM&t=27s

RESTITUZIONE103. I PADRONI DEL DISCORSO E LE CECITÀ DELLA POLITICA ALTERNATIVA: https://www.youtube.com/watch?v=LdxQtYnBONE&t=5s

RESTITUZIONE104. LO STATO DI DIRITTO CHE INTENDE LA UE NON È CIÒ CHE PROPONGO IO: https://www.facebook.com/103685411346679/videos/1487855534938389

RESTITUZIONE105. DURANTE LA CENSURA CONTINUO A DIRE: SVEGLIAAAAA!!!!!!!!!!!: https://www.youtube.com/watch?v=ZoJlr8WiMBU&t=60s

RESTITUZIONE110. GINO vs MIO PROGETTO CHIAVI IN MANO: https://www.youtube.com/watch?v=uD5QL6mh_gs&t=2s

RESTITUZIONE111. I PROFESSIONISTI DEVONO SPINGERE LA POLITICA AD ACCENDERE IL PARTITO CHIAVI IN MANO: https://www.youtube.com/watch?v=Ba1gWuwL-fw

RESTITUZIONE112. DIFFONDETE IL PROGETTO DEL PARTITO UNITARIO DI LIBERAZIONE: https://www.youtube.com/watch?v=r_unhJ9nREk

RESTITUZIONE115. LE FALSE TESI CHE IMPEDISCONO L’AZIONE POLITICA: https://www.youtube.com/watch?v=qImaaPP-u7E

RESTITUZIONE116. I PUR BRAVI INTELLETTUALI NON SERVONO, SENZA POLITICA: https://www.youtube.com/watch?v=oMPh8OeFdOE&t=9s

RESTITUZIONE119. ANCORA CON I “RIVOLUZIONARI” FILO-SOCIALISTI?: https://www.youtube.com/watch?v=KsKWYSxmPJw

RESTITUZIONE120. L’ANTIPOLITICA SI BATTE CON LA POLITICA:
https://www.youtube.com/watch?v=4A8t_2AWhMA

RESTITUZIONE122. INTRODUZIONE DEL LIBRO SUL PROGETTO POLITICO: https://www.youtube.com/watch?v=z49v7YZwyIU

RESTITUZIONE123. DRAGHI! COSA PRETENDETE SENZA POLITICA ALTERNATIVA?: https://www.youtube.com/watch?v=fDz8b2LRgTU

RESTITUZIONE125. DAL MIO LIBRO UN APPELLO ALLE MIGLIORI FORZE DELLA SOCIETÀ CIVILE: https://www.youtube.com/watch?v=zOC9VmnTM6I

RESTITUZIONE126. L’INTERLOCUTORE DELLA POLITICA “ALTERNATIVA” NON SEMBRA ESSERE IL PAESE: https://www.youtube.com/watch?v=rkILzHuBnvc

RESTITUZIONE130. IL MOVIMENTO ALTERNATIVO DEVE UNIRSI APRENDOSI ALLA SOCIETÀ CIVILE: https://www.youtube.com/watch?v=6xDvzKuQJm8

da:

Massimo Franceschini (scrittore, blogger, autore di contenuti video)

 a:

– formazioni politiche ispirate ai valori costituzionali e repubblicani non rappresentate in Parlamento;

– movimenti vari, con le medesime caratteristiche;

– intellettuali e operatori culturali dei vari ambiti, sensibili al ripristino della costituzionalità politica e civile;

– produttori mediatici indipendenti;

– comitati e realtà culturali e di altro tipo, tesi al ripristino dei valori umanistici e costituzionali, in ogni settore;

– realtà del terzo settore;

– società civile tutta

Oggetto:

proposta per un progetto politico-operativo a cui dare la massima priorità

Quanto andrete a leggere, è il progetto su cui credo debbano concentrarsi le migliori energie politiche, culturali e sociali del Paese, consapevoli del grave momento attraversato dalla democrazia, dalla cultura, dal vivere civile, a ogni livello.

Il mio intende essere un contributo propositivo, un umile servizio al Paese, espressione di una forte esigenza etica.

PROGETTO

“Chiamata alle armi” ai soggetti suindicati e alla società civile tutta, per la costituzione di un partito popolare unitario teso a rinnovare la politica, la democrazia, la formazione della rappresentanza, il rapporto Stato-cittadino, lo stesso Stato di diritto, partendo dall’immediata petizione alle più alte cariche dello Stato di indire quanto prima nuove elezioni politiche, motivata dalla grave crisi socio-politico-economica, nazionale e globale.

Nome del partito:

STATO DI DIRITTO

(possibili alternative: Stato di Diritto e del Cittadino, Stato Diritto Cittadino)

ANALISI E PREMESSE

Credo che la situazione socio-politica attuale mostri, a livello nazionale e globale, come il periodo storico che stiamo vivendo stia volgendo al termine.

La questione sanitaria, che si è andata ad aggiungere a quella ambientale saranno, con tutta evidenza, le “preoccupazioni” della politica mainstream dalle quali saremo sempre più governati, da qui in avanti.

A queste, si aggiungerà a breve il collasso del sistema economico-finanziario che, con tutta probabilità e come annunciato da molti analisti, sfocerà in una crisi globale mai vista prima.

Altri analisti mettono l’attenzione sul paventato “reset economico globale”, preannunciato da Davos, che in base a notizie, pubblicazioni e indiscrezioni varie si prospetterebbe dai contorni a dir poco inquietanti.

Ad ogni modo, le cause di questo collasso o della necessità del “reset” si possono sinteticamente individuare in due punti sostanziali.

Il primo, è formato dall’insieme delle ingiustizie, degli squilibri e delle contraddizioni di un sistema economico globale che da troppi decenni vede la vittoria della finanza speculativa sulla produzione reale di beni e servizi, sempre più demolita nella porzione costruita dalla piccola-media impresa e dagli Stati, sempre meno sovrani; una primazia della finanza sul lavoro, e di riflesso sulla politica, permessa dalla corruzione della politica da parte della finanza stessa, e dai centri di potere sovranazionali che la governano, palesi e occulti.

La cosiddetta “globalizzazione”, consistente nella costruzione del mercato unico globale e nel trasferimento della produzione in aree del pianeta a minor costo della forza-lavoro, è stata necessaria al consolidamento del dominio della finanza globale.

Il secondo punto, che accelererà l’approdo a un punto di non ritorno, è la distruzione del rimanente tessuto produttivo non in mano alle corporazioni globali, dovuta all’attuazione di politiche “sanitarie” di “chiusura” della vita di persone e attività, che con tutta evidenza si stanno rivelando assai funzionali al collasso globale, assai meno a una reale salute, personale e collettiva.

Il quadro si completa, in maniera del tutto ovvia, considerando la fondamentale questione chiamata sovranità monetaria: la creazione della moneta si è progressivamente allontanata dai popoli e dai loro Stati, per essere sempre più gestita da entità private ormai detentrici di enormi crediti, pubblici e privati, di sempre più difficile riscossione.

Tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che la politica globale non è riuscita, per varie ragioni, ad impedire la sostanziale prevalenza di visioni e concezioni economiche atte a sostenere la presunta natura egoistica dell’uomo, da una parte, e la pericolosità/inefficienza dello Stato, dall’altra.

La riduzione della politica a mera esecutrice di voleri “superiori” di vario ordine, extranazionali, ha diverse cause sedimentate nel tempo e sulle quali esiste già sufficiente analisi: un insieme di corruzione e sottomissione a poteri “forti” e “profondi”, finanziari e di altro genere, e una sostanziale delegittimazione della sfera politica sostenuta ora in modo velato, ora palese, da una retorica del tutto funzionale agli obiettivi della finanza internazionale e dei vari centri di potere privati transnazionali, tesi a limitare e trasformare la democrazia perché “inefficiente”, e contemporaneamente ridurre l’azione politica delle istituzioni nazionali allontanando i centri decisionali dalle società civili, come accaduto per la UE.

Per completare l’analisi, certo sintetica, ma ormai suffragata da un’immensa pubblicistica, non possiamo non ricordare e sottolineare il ruolo dei media mainstream, e della cultura da loro prodotta, ad ogni livello: la sostanziale concentrazione della loro proprietà nelle mani di pochissimi soggetti globali, sostanzialmente gli stessi della finanza globale, determina la possibilità da parte delle cosiddette élite di controllare con finanziamenti e pressioni politiche i centri della cultura, le università, fino alla stessa ricerca scientifica, sempre meno soggetta a controllo popolare di ordine “etico”.

L’evidente distruzione della scuola pubblica e la sostanziale “sottomissione” al “prodotto mediatico”, completa il quadro decadente del livello culturale generale.

Tale situazione, contribuisce a rendere il potere narrativo della “politica-spettacolo” mainstream assai efficace, nel delimitare il sentire e la consapevolezza civile del pubblico entro parametri politico-economici assolutamente parziali, errati, distraenti e, cosa più importante, profondamente divisivi per la società civile.

L’insieme delle situazioni appena elencate mostra, con tutta evidenza e in tutta la sua drammaticità, lo stato di una democrazia che ormai da troppo tempo mantiene solo il nome delle sue intenzioni.

Lo stato della consapevolezza popolare sulle questioni e sui problemi qui elencati, appunto soggetta alle problematiche culturali accennate, è del tutto corrispondente alla crisi democratica in atto.

Non che non ci siano grandi settori della società civile e intellettuale, dediti alla militanza politica e non, che non abbiano una reale consapevolezza delle questioni: purtroppo ciò non basta, anche perché soprattutto ora, con la questione sanitaria, la società civile è soggetta a un’azione mistificante e divisiva ancor più profonda, che va ad accumularsi alle classiche divisioni storiche, politiche, ideologiche e ad altre ancora.

La crisi democratica sembra aggravata dal fatto che gli attori politici e culturali “alternativi”, appaiono del tutto incapaci di concepire un diverso modo di porsi e di agire politicamente, ma anche intellettualmente, quasi non riescano veramente a fare i conti con la realtà, a prendere atto della drammatica situazione culturale, del generale depauperamento formativo e cognitivo, del sentire in ordine alla politica e all’ambito civile ridotto a rissoso, divisivo, inconcludente e distraente spettacolo televisivo.

Un altro errore del “fronte alternativo”, sia nella sua componente politica, sia culturale e di attivismo sociale, è quello di credere che ancora esistano margini di trattativa con la politica mainstream, a livello istituzionale e non, di veri spazi di contrattazione e associazione sociale che possano sfociare in un reale e costruttivo dialogo con le Istituzioni.

Quante volte abbiamo registrato il silenzio istituzionale e/o da parte dei partiti mainstream o di loro singoli esponenti su appelli, petizioni, richieste di ascolto, di dialogo, quante promesse andate a vuoto e tradite?

Qual è il “calcolo” che impedisce di vedere che negli ultimi decenni il potere, ad ogni livello, è sempre più sordo?

L’evidente divisione del “fronte democratico-costituzionalista”, che non appare realmente in grado di unirsi in modo efficace e decisivo, completa il quadro che, a mio parere, impone con urgenza assoluta delle scelte politico-operative drastiche, capaci di creare una novità politica dalle potenzialità deflagranti e del tutto positive per il Paese.

Tali potenzialità si basano su due semplici considerazioni.

La prima, consiste nella constatazione del fatto che, a ben vedere, l’elettorato che più ha a cuore la reale costituzionalità dell’azione politica, delle prassi e delle leggi che guidano la vita civile del Paese, sia di fatto assai più coeso dei suoi vertici.

L’entusiasmo del popolo realmente interessato alla Costituzione e alle vere sovranità del Paese, da troppo tempo devolute ad ambiti sovranazionali, sarebbe inoltre assai contagioso per la porzione “indecisa” dell’elettorato, ormai disabituata a delle reali novità dal mondo della politica.

La seconda considerazione è data dalla situazione contingente, che all’ormai consolidata delusione del mondo 5 Stelle potrebbe registrare quella crescente dell’elettorato chiamato “sovranista” dal mainstream: è del tutto possibile che una sua consistente porzione stia capendo che, al di là degli slogan e della presunta “opposizione”, i partiti del centrodestra siano soltanto solide spalle del sistema politico asservito a corporazioni globali e centri di potere sovranazionali, l’altra faccia della medaglia dei PD-5S.

La chiarificazione portata dalla novità politica sarebbe dirompente: crediamo che questo elettorato saluterebbe con entusiasmo la nascita di un soggetto unitario e potenzialmente assai inclusivo, perché esclusivamente ispirato ai valori della nostra Costituzione originaria: quei “diritti inviolabili dell’uomo”che sarebbero stati formalizzati pochi mesi dopo dall’ONU, alla fine del 1948, di cui la Costituzione stessa si mostrava consapevole già all’Art. 2.

Il nuovo soggetto politico avrebbe un’ulteriore, imprescindibile funzione: quella di dare rappresentanza politico-operativa alla folta quantità di iniziative, esperienze, comitati e rivendicazioni di vario tipo che, soprattutto dall’emergenza sanitaria, attraversano il Paese.

La notevole e incessante attività della società civile, spesso un reale servizio al cittadino, saluterebbe con entusiasmo il fatto di avere, finalmente, un serio, affidabile e consapevole soggetto politico teso a innestare nella sua prassi e negli obiettivi, la voce della stessa società civile più in sintonia con lo spirito originario della Costituzione.

Per tirare una sintesi alle premesse di natura politica: credo che i diritti umani, se considerati nel loro vero complesso valoriale e non nell’ipocrita, sbilanciata e distorta sottolineatura “radicale”, liberistica e laicista del “pensiero unico dominante”, di fatto distruttiva e manipolativa della vita, della persona, della famiglia, del tessuto sociale e produttivo e della stessa civiltà dei popoli, contengano al contrario i valori fondamentali capaci di rinnovare il vivere civile.

Lo Stato di diritto deve tornare ad essere dei cittadini ed al servizio della comunità, teso alla reale cooperazione con quelle Nazioni che non facciano dei diritti umani un vuoto, ma inesistente vessillo.

I diritti umani sono già incardinati nelle Costituzioni dell’Occidente, che li ha generalmente ratificati, e in una quantità considerevoli di Carte Internazionali: non farne oggetto di programma politico sarebbe un delitto contro la democrazia, la civiltà del diritto e l’umanità intera, un delitto che perdura già da troppo tempo.

Credo quindi che una rinnovata prassi politica democratica e trasparente debba denunciare le reali violazioni dei diritti umani in ordine a politica, biopolitica, bioetica, geopolitica, diritto, economia, sanità, finanza, nel mondo del lavoro e dell’impresa e nel rapporto Stato-cittadino, con lo scopo di rinnovare la stessa democrazia, in un nuovo Stato di diritto e del cittadino.

In base a quanto affermato in queste premesse, ritengo che il tempo delle divisioni debba giungere al termine.

Ritengo che la normale dialettica democratica sia ormai, di fatto, un lontano ricordo: ne registro la sostanziale impossibilità di giungere alla società civile per un vaglio consapevole, data dal dominio assoluto dei media da parte del sistema tecnocratico e oligarchico privato.

Solo un’efficace, libero e costruttivo dialogo fra le varie istanze e prospettive della società civile, che sia in grado di arrivare realmente al grande pubblico, può arricchire la società stessa delle necessarie differenze di vedute e dare sostanza all’unica condizione che può rendere una democrazia e una comunità libere e realmente aperte, consapevoli del privilegio e delle responsabilità del vivere in un vero Stato di diritto.

La realtà delle cose e l’esperienza, mi hanno ormai convinto come risulti ormai inefficace, a volte controproducente, ogni manifestazione che si possa prestare a forzature, che inoltre potrebbero dare il là ad ulteriori restrizioni di libertà: ritengo quindi utili solo attività finalizzate alla costruzione di un soggetto unitario di liberazione nazionale, teso a restaurare le prerogative del moderno Stato di diritto.

Credo che lo Stato debba essere pesantemente riformato, nel segno dei migliori ideali umanistici, e amministrato in maniera del tutto etica e trasparente verso la comunità, cui deve il suo sevizio.

Credo in una nuova stagione politico-giuridica di piena trasparenza, in cui la comunità non sia più soggetta a tensioni, divisioni, distrazioni e manovre più o meno occulte di varia natura che stanno, con tutta evidenza, costruendo un passaggio “troppo stretto” a un “mondo nuovo” tecnocratico e transumano, dai contorni assai inquietanti.

Data la drammatica situazione di pericolo, per il futuro di tutti e del residuo tessuto civile e democratico, credo che la “chiamata alle armi” elaborata in questo documento debba essere accolta immediatamente senza riserve, riducendo per quanto possibile eventuali “spazi di contrattazione” che regalerebbero solo ulteriore tempo agli stringenti meccanismi antidemocratici qui descritti, oltre a fornire occasioni di dispute infinite e intellettualistiche, ormai del tutto inutili.

Non presumo certamente di essere portatore di certezze assolute, o depositario di chissà quali inemendabili comandamenti.

Credo solo che il momento sia veramente drammatico, che il tempo stringa e, ad ogni modo, credo che la cultura civile e democratica sia ormai più che abbondante per permettere di sintetizzare principi e prassi di immediato risultato, culturale, politico e, soprattutto, massimamente inclusivo.

La presente elaborazione, dettata quindi non solo dal momento drammatico, ma da consapevolezza e cultura ormai collettive, non ha quindi la pretesa di impossibile “perfezione”, certamente di urgente pragmatismo.

Offro quindi il presente progetto alle migliori volontà, sapienze ed energie della società politica e civile, nella speranza che sia compresa l’assoluta necessità unificatrice imposta dal momento presente.

Affermo quindi, senza dubbio alcuno, la necessaria, immediata e improrogabile costruzione del seguente partito, nello spirito qui manifestato.

Auspico una veloce comprensione ed accoglienza del documento, che possa veder tramutare sigle e sedi esistenti su tutto il territorio nazionale, fisiche e virtuali, con la dicitura del nuovo Partito, insieme alla nascita di nuovi collettivi territoriali.

Sarebbe fantastico e auspicabile, se i soggetti politici già esistenti che aderissero al progetto modificassero immediatamente il logo originale, lasciando in trasparenza o un po’ a margine la denominazione attuale: l’obiettivo sarebbe quello di inserire la nuova dicitura “Stato di Diritto” in evidenza, come testimonianza al Paese della nascita di un nuovo soggetto unitario.

Sarebbe un messaggio che raccoglierebbe una marea di consensi, una testimonianza che la nuova, necessaria stagione politica non significherebbe in alcun modo azzeramento della peculiarità e della memoria; il soggetto storico potrebbe continuare autonomamente per alcune questioni, a sua discrezione, o riprendersi completa autonomia in qualsiasi momento, oppure farlo a democrazia del Paese realmente avviata verso una fase di restaurazione costituzionale.

La comprensione delle ragioni che mi portano a chiedere tale responsabilità è vostra, a me non resta altro che fornire qualsiasi aiuto richiesto, nei limiti delle mie capacità intellettuali.

Ps. Quanto di seguito illustrato è da considerarsi come minino indispensabile per delineare la forza politica di cui credo il Paese necessiti, non ha quindi pretese di esaustività, soprattutto per la parte relativa alle varie linee guida. Ciò che mi preme sottolineare, oltre all’urgenza, e l’assoluta necessità di tutte le misure che andrò ad esporre, l’anima della nuova politica di cui il Paese ha estremo bisogno.

STATO DI DIRITTO

Noi, cittadini della Repubblica Italiana, dichiariamo con il presente manifesto la costituzione del nuovo Partito Politico denominato  “Stato di Diritto”.

I nostri valori sono quelli della Costituzione del 1948 e dei diritti umani, ai quali la stessa dà voce.

Il nostro scopo è quello di rinnovare politica, democrazia, diritto e lo stesso Stato, affinché la società civile, non più distante da politiche e amministrazioni ingessate e soggette a determinazioni estranee ai reali interessi del Paese, riprenda in mano la sua sovranità, unica e legittima fonte del suo governo.

Al fine di proporre e interpretare al meglio gli auspicati cambiamenti nella politica, nelle Istituzioni e nel vivere civile, il Partito ritiene necessario segnalare modi e determinazioni con i quali politica e giurisprudenza hanno di fatto “interpretato” Costituzione e diritti umani, senza tener conto delle questioni inerenti le sovranità della Repubblica, gli enormi conflitti di interessi e le pesanti ingerenze delle corporazioni globali e dei centri di potere transnazionali, tali da determinare i veri indirizzi della politica.

La politica operativa del Partito sarà caratterizzata dalla massima trasparenza, in ogni sua attività interna ed esterna, fornendo agli iscritti il risultato di ogni riunione e attività istituzionale, sottraendosi a questo impegno solo ove opportuno per ragioni politico-operative, con la promessa di adempiere comunque all’impegno di trasparenza con la massima celerità, possibile e opportuna.

Il Partito sarà inizialmente formato dai firmatari del presente atto, che andranno a depositare i documenti legali necessari, si accorderanno sulle cariche, eleggendo i responsabili delle stesse seguendo l’organigramma che naturalmente emergerà dai contenuti e dalle modalità operative del presente manifesto.

Ogni responsabile, di ogni settore, si avvarrà della collaborazione di quanti nel Partito si offriranno di aiutarlo, a suo inderogabile giudizio.

Il Partito inizierà immediatamente a fornire, per ogni area di interesse e per ogni ambito politico-culturale i materiali – es. libri, tesi, documenti e altri – che renderanno pubbliche le basi teoriche e valoriali cui il Partito stesso farà riferimento per l’azione politica.

Il Partito si propone, sempre nella massima trasparenza, di sottoporre all’attento vaglio, sia a livello nazionale sia locale, ogni proposta e documento eventualmente capace di arricchire la base teorica e gli orizzonti culturali, politici e operativi, per eventualmente accoglierne i contenuti o parti di questi, anche modificando e integrando la sua direttiva politica, in ogni ambito, ove ritenuto opportuno e coerente con i suoi principi.

Quest’azione di aperto contributo della società civile potrà svolgersi anche a livello locale, che farà così da filtro con la direzione centrale.

Il Partito si offre anche di farsi portavoce, in ogni ambito e momento ritenuto opportuno, della miriade di attività, soggetti, collettivi e gruppi, culturali e di altro tipo, che svolgono un’insostituibile azione di sostegno e informazione alla collettività, servizi e contributi che troppo spesso non si vedono premiati dall’attenzione della politica e delle istituzioni di riferimento.

ATTIVITÀ E LINEE GUIDA GENERALI

La politica del nuovo Partito sarà ispirata, oltre ai valori e alle necessità espresse nella sezione “progetto”, dalla fondamentale esigenza di mostrare come uno Stato di diritto moderno, democratico e ispirato a Costituzione e diritti umani possa e debba gestire attività e servizi alla collettività.

Pertanto, qualsiasi progetto e organismo del Partito dovrà essere esempio reale e concreto dei principi che andiamo professando, una “vetrina del possibile” istituzionale, politico e civile, che auspichiamo possa diventare standard operativo, deontologico e democratico, alfine istituzionale.

Lo Stato di Diritto inizierà quindi a dotarsi di un sito e di un forum, dove iniziare a manifestarsi agli iscritti in ogni sua determinazione organizzativa, politica e culturale, accogliendo ogni contributo degli stessi iscritti che riterrà coerente con la sua missione, utile al suo necessario percorso evolutivo e democratico.

Per dimostrare le sue reali intenzioni, il Partito inizierà a produrre un bollettino web teso a spiegare cosa stanno realmente facendo Parlamento, Ministeri e Istituzioni dello Stato, i percorsi delle leggi e i lavori delle commissioni, evidenziando eventuali punti critici in ordine a contenuti non in linea con Costituzione, diritti umani e sovranità della Repubblica, alla trasparenza nelle prassi, nelle decisioni, nelle votazioni, e nel reale iter dei provvedimenti e delle loro attuazioni.

Oltre a questi fattori, il bollettino evidenzierà il grado di reale sovranità della Repubblica che questi esprimono, indicando come l’autodeterminazione dello Stato possa essere compromessa da prassi e provvedimenti della politica e delle burocrazie.

Questa attività di trasparenza, sarà mantenuta qualora il Partito fosse un giorno chiamato a un’azione di Governo.

Nelle intenzioni del Partito, tale bollettino dovrebbe diventare una pubblicazione al servizio del Paese, utile a determinare la necessaria revisione degli orizzonti della politica stessa e dell’azione di Governo, che devono tornare ad orientarsi unicamente alla Costituzione e nell’esclusivo interesse della Repubblica.

Successivamente il Partito si doterà, possibilmente, di un giornale e/o di un canale televisivo che avranno uno scopo ben preciso, diverso da quello che ci si potrebbe aspettare da un media “di partito”: i media del Partito saranno di fatto “generalisti”, abbracciando quindi non solo la dimensione politica ma, possibilmente e coerentemente con la capacità editoriale che riusciranno a esprimere, cercheranno di coprire ogni settore del vivere civile, sulla falsariga delle varie rubriche presenti nei media mainstream, ma senza ricalcarne difetti e superficialità funzionali ad un puro intrattenimento commerciale, di fatto non creativo sia da un punto di vista sociale, sia personale.

Lo Stato di diritto intende dimostrare come si possa fare giornalismo, informazione, dibattito e servizio alla collettività in modo realmente costruttivo da un punto di vista civile, senza incorrere nelle devastanti consuetudini che indirizzano la confezione mediatica a farsi principale responsabile del degrado civile e culturale del Paese.

A tale scopo, il Partito si impegna a pubblicare le linee guida per un nuovo giornalismo, auspicabili per dei media pubblici riformati.

Oltre all’aspetto mediatico, il Partito intende impegnarsi nell’istituzione di un “Corso di Istruzione Civile e Istituzionale”, da svolgere nelle sue sedi, ove possibile, o sul web.

Il corso sarà gratuito per tutti gli iscritti, ed esempio di ciò che il Partito intende promuovere a livello scolastico: il cittadino dovrebbe essere consapevole dei valori repubblicani e del funzionamento delle Istituzioni, sia a livello locale sia nazionale.

Tale corso intende anche “garantire”, per quanto possibile, che i rappresentanti del Partito possano affrontare il percorso istituzionale con una conoscenza di base abbastanza completa, per vivere le Istituzioni in maniera consapevole e auto determinata.

segue

Questo documento è un work in progress, seguirà una versione dello stesso aggiornata con le linee guida della politica del Partito, suddivise per ogni sfera socio-politica e di governo.

13 novembre 2020

ultima modifica/aggiornamento 30 gennaio 2021

fonte immagine: Pixabay

4 pensieri riguardo “PROPOSTA POLITICA PER LA COSTRUZIONE DI UN PARTITO UNITARIO DI LIBERAZIONE NAZIONALE”

  1. Stante la situazione è un bel programma. In merito alla trasparenza da parte dello Stato e dei cittadini, grazie alla sovranità monetaria ed a una banca pubblica per le chiusure delle operazioni economiche, si potrà integrare i SW gestionali messi gratuitamente a disposizione degli imprenditori che potranno interagire con tutti gli Enti sincronizzati. Tutto trasparente, fiducia reciproca, tribunali più leggeri. Nuovo spirito nell’affrontare i problemi.

    1. Salve, grazie! Lo sto completando, spero di riuscire a pubblicarlo entro gennaio!
      Sarà un piccolo libricino da diffondere a manetta.
      Grazie ancora e buone feste!

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